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Autodromo nazionale di Monza (in provincia di Monza) - Lombardia - Italia

Posted by s-team 04/08/2016 0 Commenti Circuiti,
 
 
L’ autodromo di Monza è uno degli autodromi più antichi del mondo. E' la patria del Gran premio d’ Italia di Formula 1, disputato in questo circuito ben 78 volte.
 
 
Nel corso degli anni il circuito è stato revisionato più volte: nel 1939 venne rifatta gran parte del tracciato, abolito l’ anello di alta velocità e creato un nuovo rettilineo, più lungo e parallelo a quello soprastante, allungando il circuito fino agli attuali 6.300 mt.
 
 
Dal ‘39 al ’54 venne adoperato come tracciato sul quale effettuare test automobilistici e di pneumatici, il suo potenziale non era ancora espresso e riconosciuto come ora.
 
 
Monza rappresenta un circuito estremamente tecnico, sono fondamentali nervi saldi ed alta concentrazione, viste le considerevoli velocità raggiunte da moto e auto.
La sua unicità lo rende quasi magico, il sogno proibito di ogni amante della velocità.
 
 
E’ attivo un servizio di prenotazione online, per tutti coloro che desiderano effettuare prove libere in moto.
A seconda del motociclo usato (sia esso stradale o racing) vi sono particolari accortezze da rispettare. 
 
 
 

 
Vediamo di seguito le indicazioni:

MOTO STRADALI:
 


- Possedere una moto assicurata, superiore a 250cc, provvista di silenziatore, targa e gomme rigorosamente scolpite a stop.
 
- Aver compiuto 18 anni d’ età.
 
- Essere in possesso fisico della patente per poter ritirare il biglietto d’entrara all’ autodromo.
 
- Consegnare il modulo “Prove libere stradali” compilato.

- Avere un abbigliamento costituito da tuta, casco, guanti e stivali.
 


MOTO DA CORSA:
 


- Possedere una moto da corsa, oltre 250cc, silenziata.

- Aver compiuto 14 anni d’ età.

- Essere muniti di licenza FMI O FIM Velocità / FMI Sport 2014 in corso di validità

- Consegnare il modulo “Prove libere stradali” compilato.

- Avere un abbigliamento costituito da tuta, casco, guanti e stivali.
 
 
 
 

 

 

 

Le caratteristiche del tracciato

 

Esaminiamo nel dettaglio le curve e le caratteristiche del tracciato:
 
  • Curva Biassono, denominata anche “curvone”,  una lunga curva tendente a destra dal raggio ampio ed esteso. Vi si arriva in piena accelerazione quindi è indispensabile avere una traiettoria pulita e precisa.

 

  • Variante della Roggia, si frena sotto il cavalcavia fino ad arrivare alla seconda marcia, cercando di stare il più a destra possibile per non perdere velocità preziosa in entrata.

 

  • Curva Lesmo N.1, subentra in accellerazione dalla variante della Roggia, curva sempre a destra con la peculiarità di essere cieca. Indipensabile frenare profondo nella curva per mantenere la velocità nella parte centrale.

 

  • Curva Lesmo N.2, ennesima curva a destra di media velocità, l’ imperativo è uscire il più forte possibile per affrontare nel giusto modo il lungo rettilineo.

 

  • Curva del Serraglio, lievissima piega verso sinistra, in discesa, il raggio dell’ ampiezza è notevole.

 

  • Variante Ascari, si frena molto tardi, il più tardi possibile, cercando di mantenere elevata la velocità nella prima forte staccata a sinistra. Post frenata vi è un susseguirsi di pieghe sinistra-destra-sinistra che conducono al rettilineo

 

  • opposto ai Box. Tratto del circuito ideale per i sorpassi, la velocità d’ uscita ne è la chiave.

 

  • Curva Parabolica, anchè qui è importante frenate tardi, dopo l’ erba sintetica sulla sinistra al cartello dei 100 metri, si tocca l’ apice in ingresso e si percorre il tratto finale in piena accelerazione.

L’ unica “pecca”, se così la si vuol chiamare, consiste nell’ impatto ambientale.
All’ epoca della costruzione, il progetto iniziale venne scartato perché troppo invasivo e sostituito con uno più modesto, lungo 10km, sfruttando strade già esistenti.
 
 
Monza, parte integrante della storia italiana, nel corso degli anni è diventata una vera e propria icona del mondo della velocità, di fama mondiale.
 

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