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I grandi piloti - Kenny Roberts

Posted by s-team 15/09/2016 0 Commenti Grandi piloti,

Kenny Roberts

 

Kenny Roberts, nato in un piccolo paesino della California, si avvicinò al mondo delle due ruote casualmente. Cercò di avviare la motoretta di un bimbo, figlio di allevatori, partendo all’ improvviso e fratturandosi un ginocchio.Lo spiacevole inconveniente non lo allontanò dal mondo dei motori, infatti si cimentò prima con i motard moderni, correndo ai 230 km/h su piste sterrate, vincendo diversi titoli americani.
 

Nella storia, fu uno dei primi a guidare moto da 750 cc con oltre 130 cavalli, sucessivamente vietate per l’ eccessiva pericolità, così alla tarda età di 20 anni decise di buttarsi sulle gare su piste d’ asfalto.

 

Debutto' alla 200 miglia di Daytona poi a Houston con scarsi e roccamboleschi gran premi.
 

Proprio ad Houston intraprese una serrata battaglia con altri piloti di contorno e al termine della gara non si accorsero della bandiera a scacchi, continuando a duellarsi a suon di staccate e accelerazioni. Vani i tentativi dei commissari nel fermarli con segnali e bandiere! Fu necessario l'intervento di un'automobile per bloccare la pista.
 

Senza dubbio alcuno la categoria che gli diede maggiori soddisfazioni fu la 500.

 

 

 

 

L'esordio nel mondiale avvenne ad Imola alla 200 miglia, dove arrivò secondo dietro a Giacomo Agostini. 

Quando gli chiesero cosa pensasse di Agostini, lui rispose che lo riteneva un pilota mediocre, visto che non sapeva guidare le flat truck.In quegli anni , il mondiale era dominato da piloti europei, lui era il primo "vaccaro" americano ad approdare in quella specialità.
 

Bastarono poche gare per vederlo davanti a tutti e ad infrangere come nulla fosse, records di Haillwood che duravano da un decennio, come ad Assen.

Nei primi anni 80 dovette cedere lo scettro a piloti piu' giovani e pieni di voglia di vincere, tali Freddie Spencer, Randy Mamola, Franco Uncini e Marco Lucchinelli. Abbandono' le competizioni a metà degli anni 80, da diversi anni e' team manager e porta avanti una scuola per piloti del mondiale, dove insegna dirt truck, in Spagna.
 

Il marziano e' stato uno dei piu' grandi piloti di tutti i tempi,capostipite di tutti i piloti americani, suo allievo fu Randy Mamola, inventò un nuovo stile di guida, quello che oggi vediamo nel motogp e prima nelle 500. "
Non mi interessa così tanto mettermi in competizione con gli altri, quanto, in realtà, competere con me stesso.

 

Un vero campione, secondo me, non deve solo vincere. Piuttosto è importante che vinca a suo modo.
Per questo una grande corsa, una gara con la "G" maiuscola, è quella che nessun altro avrebbe vinto mai", a parlare così è Kenny Roberts senior.

 

 

 

 

Dopo aver vinto molto,  Kenny nel 1996, dopo un'esperienza vincente come team manager decise di abbandonare la Yamaha per fondare la propria squadra, costruendo e mettendo in pista dapprima una tre cilindri 500 due tempi e nel 2003 una cinque cilindri quattro tempi.
 

"Potrò dire che ho percorso la mia strada quando avrò vinto con una delle mie moto. 
E ci riuscirò quando riuscirò, riusciremo, a trovare il bilanciamento perfetto fra ciò che ci può dare la tecnologia e l'esperienza, perché un pilota deve conoscere il carattere di chi ha davanti e di chi ha dietro, in corsa.
Deve sapere il livello di aggressività e di intimidazione di cui è capace un collega, se vuole batterlo... e la tecnologia non potrà mai darti questo tipo di conoscenza...".

 

Queste le parole di un grande campione che ha lasciato un segno indelebile al mondo del motociclismo.

 

 

 

 

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