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I grandi piloti - Valentino Rossi

Posted by s-team 23/11/2016 0 Commenti Grandi piloti,

 

Valentino Rossi

 

 

Valentino Rossi nasce ad Urbino nel febbraio 1979.

 

 

E’ uno dei piloti più titolati di sempre e l’ unico ad aver vinto il motomondiale in 4 categorie diverse: 125, 250, 500 e MotoGP.
Tra i suoi record vi è anche quello legato alle presenze, ben 228 consecutive.

 

 

Fin da giovanissimo dimostra il suo grande talento, dai go kart alle minimoto.
A 13 anni partecipa ai campionati Sport Production e GP italiani riuscendo a vincere il campionato delle derivate di serie e a fare esperienza sui prototipi da GP.

 

 

Il 1996 rappresenta l’ esordio di Rossi nel motomondiale, nella classe 125. 
Conclude la stagione al 9’ posto con un totale di 111 punti.
L’ anno seguente, la svolta.
Passa al team ufficiale Nastro Azzurro Aprilia, collezionando 11 vittorie e imponendosi nella classifica con ben 321 punti irridati.

 

 

Dopo gli eccezionali risultati, decide di passare in 250.
L’ inizio non è dei migliori, cadendo nelle prime due gare della stagione.
Tuttavia si classifica secondo, a solo 23 punti da Capirossi.
Come in 125, l’ anno successivo lo porta alla vittoria, collezionando 9 vittorie, laureandosi vincitore della classe 250 come unico pilota ufficiale del team Aprilia Grand Prix Racing.

 

 

Nuovo millennio, nuova scuderia, nuova classe.
Approda nella massima categoria (500) in sella alla Honda, convincendo la casa giapponese ad avere l’ assistenza del tecnico Jeremy Burgess, precedentemente al servizio del fuoriclasse Mick Doohan.

 


Si classifica vicecampione, secondo solo a Kenny Roberts JR, con due vittorie, tre secondi posti e cinque terzi.
Nel 2001, ultima stagione prima della sostituzione di questa classe con la Motogp stravince il mondiale con 11 vittorie e si impone nella 8 ore di Suzuka con il compagno si squadra e attuale pilota SBK Colin Edwards.

 

 

 

 

 

 

Il Motomondiale 2002 fu il primo della nuova classe MotoGP, caratterizzata dai nuovi motori a quattro tempi da 990 cm³. Rossi, alla guida della nuova RC211V a cinque cilindri, ottiene 11 vittorie (Giappone, Spagna, Francia, Italia, Catalogna, Paesi Bassi, Gran Bretagna, Germania, Portogallo, Brasile e Australia), quattro secondi posti (Sudafrica, Pacifico, Malesia e Comunità Valenciana), sette pole position (Giappone, Sudafrica, Spagna, Francia, Italia, Paesi Bassi e Gran Bretagna) e 355 punti iridati, che gli consentono di vincere il quarto titolo mondiale.

 

 

Nel 2003 si conferma campione in sella alla Honda per l' ultima volta, infatti nel 2004 passa alla Yamaha, firmando un contratto da 12 milioni netti, seguito da tutti i membri più rappresentativi della sua scuderia. Viene contattato da sponsor di alto calibro, tra i tanti Telecom Italia con 3 milioni di incassi aggiuntivi.

 

 

Il suo stra potere viene confermato nelle annate 2004 e 2005, dove vince la massima competizione con disarmante facilità.

 

 

La stagione 2006 non ha inizio nel migliore dei modi, infatti alla prima gara, sul circuito di Jerez, cade al primo giro e rimontando chiude al 14º posto. In Cina è costretto a ritirarsi per dei problemi alla gomma posteriore, mentre in Francia a causa della rottura del motore.

 


Il sesto titolo consecutivo gli viene sottratto da Hayden, vincitore con la Honda.
Il 2007 vede Rossi protagonista di uno sfortunato incidente che sommato ad una stagione non brillantissima e ad uno Stoner "marziano", gli impedisce di aggiudicarsi il titolo, vinto appunto, da un australiano in super spolvero che porta una moto Italiana alla vincita del mondiale dopo più di 30 anni.

 

 

il 14 settembre del 2008 le moto gareggiano per la prima volta, Rossi conquista la vittoria che gli consente di superare, con 69 vittorie tra 500 e MotoGP, il record assoluto detenuto in precedenza da Giacomo Agostini. A Motegi, con tre gare di anticipo rispetto alla fine del campionato, torna a laurearsi campione del mondo, arrivando a 8 titoli iridati: 1 in 125, 1 in 250 e 6 tra 500 e MotoGP.

 

 

Il 25 ottobre 2009, dopo la conquista del suo nono titolo mondiale, Rossi ha eguagliato Carlo Ubbiali e Mike Hailwood, conseguendo un numero di titoli mondiali inferiore solo a quelli vinti da Giacomo Agostini e Ángel Nieto. La stagione si conclude con la piazza d'onore alle spalle di Pedrosa nel Gran Premio della Comunità Valenciana, davanti al compagno di squadra.

 

 

Anno 2010, nel nuovo Gran Premio d'Aragona, disputato in sostituzione della prova ungherese, giunge sesto. Nella gara successiva, il Gran Premio del Giappone a Motegi, Rossi, dopo un duello serrato con Lorenzo, riesce a salire sul gradino più basso del podio, mentre la settimana successiva in Malesia, torna a vincere, precedendo sul traguardo Dovizioso e Lorenzo, laureatosi matematicamente campione del mondo.

 

 

 

 

 

 

Nel dopo-gara del GP della Repubblica Ceca 2010 è stato dato l'attesissimo annuncio ufficiale del passaggio del centauro di Tavullia dalla Yamaha alla Ducati per le stagioni 2011 e 2012.Durante tale biennio però, di gran lunga il più buio della sua carriera, non ottiene alcuna vittoria, collezionando quattro ritiri e soli tre podi.

 

Secondo dichiarazioni successive a questo deludente periodo, il problema era legato al mezzo, che non permetteva di essere guidato in una maniera che fosse all'altezza delle altre moto, facendo infatti imbattere spesso i piloti ducatisti in improvvise chiusure dell'avantreno, con conseguenti cadute talvolta particolarmente rischiose; per Rossi, così come per il compagno di squadra Nicky Hayden, la Desmosedici risulta difficile da gestire, soprattutto relativamente alla ruota anteriore, e li costringe a seguire linee molto larghe in curva, facendo così perdere terreno e tempo prezioso in termini di gara. 

 

 

Dopo l'incolore biennio in Ducati, per la stagione 2013 Rossi decide di tornare in Yamaha, dove va nuovamente a far coppia con lo spagnolo Lorenzo, campione in carica. Al debutto stagionale, il 7 aprile in Qatar, Rossi ottiene il secondo posto proprio dietro al compagno di squadra, e davanti all'esordiente Márquez. 

 

 

Rossi conclude la stagione 2013 cogliendo l'ennesimo quarto posto a Valencia: è questa anche la posizione finale con cui il pesarese termina il campionato piloti, a 237 punti in classifica; il piazzamento rispecchia l'andamento globale della stagione, con Rossi spesso lontano dalla lotta al vertice ad opera del trio spagnolo Lorenzo-Márquez-Pedrosa.

 

 

Il 2014 lo vede secondo in classifica esattamente come il 2015, a soli 5 punti dal compagno di squadra Lorenzo. Risultato accompagnato da mille polemiche sull' atteggiamento di Marquez e dalle polemiche tra i due piloti.

 

 

Nel corso della sua ventennale carriera motociclistica Rossi ha avuto modo di imbattersi in due diverse generazioni di piloti, circostanza che l'ha portato a incrociare i manubri con un discreto numero di avversari facendo nascere varie e reciproche rivalità, talvolta semplicemente sul piano sportivo, altre volte spintesi a livello personale.

 

 

Durante la prima parte della carriera, a cavallo degli anni 1990 e 2000, Valentino si è ritrovato spesso a dar battaglia in pista con i connazionali Loris Capirossi e Max Biaggi, formando un trio di piloti al tempo ai vertici della disciplina: «i tre moschettieri», come li soprannominerà la stampa nazionale, daranno vita a una rivalità che culmina nella stagione 2001, quando il trio monopolizza i primi tre posti della Classe 500, e con Rossi a cogliere il suo primo titolo nella classe regina.

 

 

Valentino Rossi, da molti considerato il più forte e talentuoso pilota di sempre, sta ancora scrivendo la stua storia, per raggiungere nuovi record e affermarsi nuovamente, campione del mondo.